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Tepedibus faciunt ire per alta mari !
Id quia nò poterai,nifi va(/i cerpons vsu,Dant membra , immants quanta gi-gantit erant ,
7t te non capiant,quanuis ìngentia tem-pi* , I
Cogeris Ó' rigida!sub lotte serre hye- |mes . 1
Omnia quod vtflor superasti dura viren-te m
Vani manìbuspalmam , qua regie al-tus iter .
Quod potis , ars libi dat, nequeat cun*fingere vera ;
Accipe cuòia tono tu bonus ìsta animo, \Pii però formato con poco giuditio , nonessendo maggiore di S. Giouanm Euan*gelista , che fi vede dalla destra in altrocompartimento.
Mà se in alcun luogo fu fiero soliti didipingerlo, accioche da tutti snsse veduto,ciò in particolare succederla nella Ger.mania: la cagione del che fi può hauereda vn Distico, che gli mettcuano appresto:
Chriflophorì Sancii fpeciem qmcuuque \tttetur .
Ìsta ncmpe die non morte mala morie-tur .
Cosa però vanissima , si'come ferine Gio-vanni Molano ne! Cap. l.XVI. de I'icìuris, 'fa Imagintbns Sacrii, sol. 111. B. secondola stampa di Lottatilo , appresto GirolamoV Velico M. D, LXX. in r L. che C può ve»
dere.