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èra Apolltnia , Ferrarese di nascita , ali**nata da fanciulla nella propria casa , per losparto di XII. c più anni , vnendogli eglimede li, no nel Castello di Cadoro , allapresenza del Pieuano , che con yn’alcroîeruì per testimonio , col sacramento delMatrimonio : estendo quel luogo sotto-posto al Patriarca d’Acjtiileia , che era_jMonsignor Marco Gradenigo suo fratello ,dimorante in Vdtne , otte sarebbe statocostretto a portarsi,, e per più giornate dicamino non senza dispendio e del danaro „e della sanità ,. senza che si monelle di casagli procurò c benedizione , e Jicen?a_»d’ascolrar le confessioni, e quanto le fos-se neccslario. Questo matrimonio fu sar-to con la maggiore segretezza del mondo:con tutto ciò le Donne, Madre, e Fi-gliuola., che per molti anni J’haucuanosospirato , non si piloterò astenete di dar-ne qualche sentore. Che però mentre ilVintimiglia giù per lo fiume Piatte se necalaua alle basse , da donne, che indi purs'eran partite , non mancò di sentirsi darepiù d-’vna benedizione . Era la gioitanemodestissima , per quanto mi diceJP.Angelteo,e quand o egli non me lo diresse,l’hò ostentato da vna Lettera del Loreda,«a,scritta ad Antonio Mie itele suo figliuo-lo , quale sì legge a pag. Si. della ParteTerza delle Lettere del medesimo, stam-pata dal Onerigli M. DC. LXV.Iin iz. incui si dice : In vn medesimo sunto riceue
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