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T> ieetur,saium qua modo pendei iter.Jniirea tu, chare , vele,siine atque salutaQuei! notum voluti me fauor effe tuus .Quei! nostri vt memore! mancam, &fem-per umici,
Paucula qua ternis, carmina miao, va-le.
Mà quello , che ferine è giouanctto, ed«gli medesimo chiama le sue cose puerili.Si porrebbe però due col Cctarifîa sacronel Sai. 8. conforme alla parafraso di ' Bt-nedetto Aria Miniavo, Spagnuolo .
Ore laBentis validam putililnslruis molem , penimi refulsusCedui vt preser tuus , A superboNomine vindex .
Horsù sentiamo quello , che ne dicononon fanciulli : mà huommi di straordina-ria letteratura . Tali giudico quelli fi re»gistraranno appresso, igidio Abbate Me-rugio, il coi solo nome sia bastante ad il-ludiate rn Mondo intero , la di cui gloria,cot forme dille Claudiano di Probino*V. za.
—nec ventura videbuntlt.stra , nec ignota rapici sub nube ve~tustas .
Quello , ch'egli ne dice si può vedere aprg 45. delle sue Poesie, intitolate . JEgi.dij Mtnagij Vcemata . Quinta editin prio-ribus longe emédatior.Pausi js, 1 668.in f.lile meus quid agii thoeéi UalaètccHSemoni ; " ,
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