Libro I. 59
patria. Il sangue fraasese scorrendo a fiuminelle pianure della Penlilvania, istruì 1’universoche la Francia era degna di esser libera , checombattendo per la libertà, 1 ! avrebbe bentostoacquistata .
Gli Americani , secondati dagli sforzi de’loro buoni e potenti alleati, aslicurano per sem-pre la loro indipendenza. I tesori della Franciaconsumati in questa nobile impreta fono ungerme prezioso, che va a fecondare la rigene-razione Francese : esli si spargono in America ,la loro sorgente sembra esaurirli nelle casse delmonarca francese; felice deficit , che forzandoil governo a ricorrere a’ governati , porta lanecessità di rivolgerli alla volontà generale. Cosìdal contrasto degli elementi , nalce l’ardineperpetuo della natura <
X- Calatine , Ministro delle Finanza .
Nè Colbert , nè SuUy avrebbero ristabilitele finanze della Francia alla fine della guerrad’ America . Necker il cui genio era volto ver-sa il monoposto, invece d’ abbracciare qualchesistema giudizioso d’ economia , non aveva som-ministrati de’ fondi che per mezzo d’ impre rsiiti, che erano ascesi durante, il suo corto mi-nistero , alla somma di quattrocento sessantamilioni. Egli fu successivamente rimpiazzato daJoly de Fleury e d’ Ormessen. Il primo inven-tò alcuni dar; soli’ entrate di Parigi r questa de-bole risorsa non prodticeva niente, e li ritirò .il secando abbandonò bentosto un peso supe-riore alle sue forze . Si chiamò Caldine , cheimpiegò la risorsa rovinosa degi’ imprestiti '• ellaC <t do.-