AttHi Libro I. - 49
ul*a «^direzione più favorevole questa illusionedurò,poco. Non solo si prevalse dì tutti i pia-ni cies.suo predecessore., .ma la cattiva manie-ra colla quale volle metterli in opera, svelòtutta la sua incapacità . .
Si. sa che durante gli ultimi anni del re-gno di Luigi XV. , questo principe che facevain persona il commercio del grano, si procu-rava in.questa guisa delle somme immense,che sup livano alle imposizioni : si trattò di rin-novare questo metodo. Per riescirvi fu presen-ta tor un pditto al parlamento , che permetteva1’ esportazione de'- grani i magistrati Io regi-strarono senza molta difficoltà , e forse senzaaverne calcolate le conseguenze. Allora si pre-sentò loro l’editto del bollo. Mentre che siadempivano le formalità preliminari al suo re-gistro , si sparse la voce nel palazzo, che que-sta legge sarebbe seguitata da quella che stabi-liva, la sovvenzione territoriale, di già rigettatada’ notabili . I membri del parlamento eranoben decisi a non l’ammettere ma temevano?che quésta negativa non accendesse contro lecorti sovrane Podio dèlia moltitudine., la qua-le non avrebbe mancato di dire altamente, chei. parlamentarj non rigettavano la sovvenzioneterritoriale, se non, perché questo dazio gra-vava sopra di loro: per allontanare questo rim-provero , negarono di registrare P editto del bol-lo , che poneva i più funesti ' incagli a tutte leoperazioni di commercio.
In mezzo al rumore che eccitava P edittodel bollo , e quando il favor popolare si pro-nunziava nella maniera la più marcata in fa-vore de' parlamenti, Ericnne terminando do-Tomo J. D ve