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Tomo I al tomo IV.
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Libro I. s-

divise per qualche mese, col duca d’ Orleans ,T idolatria della Francia ingannata ; come giiavvenimenti che si succedevano con una rapi-dità incredibile , avendogli cangiati intornotutti i rapporti su’ quali si fondava l’illusioneche aveva mantenuta fino allora, trovandoli ri-dotto. a’ suoi scarsi mezzi , fi rilevò finalmenteche i suoi graftdi talenti in finanze consistevanoneU’ arte del monoposto; sostenuta da' uri vanosuono' di parole abilmente simetrizzate . Egliprese la fòga, e rientrò fieli’ oscurità ; dallaquale per la sua felicità e per quella dellaFrancia , non avrebbe dovuto uscire giammai .

XX. Scrini in cui si esaminano le forme colle

quali gli Stati generali dovevano adu-narsi .

10 ho di già osservato che da molti annil'opinione pubblica si dichiarava apertamente infavore di un nuovo ordine di cose. Invano laóorte impediva la libertà della stampa ; i libriche rammentavano al popolo i * suoi diritti edalla corte i Cuoi difetti, uscivano dà per tutto.Si formavano de’ club in Francia sul modellodi quelli dell’ Inghilterra ; vi si parlava degliStati generali come se' fossero adunati , e dellalibertà, come cosa di già proclamata. Ee formeimpiegate ne!li Stati dei 1614'. , dovevano es.sere o no osservate ? Questa quistione era sututte le labbra / e difatti da tale scioglimento’dipendeva il destino deliri Francia

11 clero e la nobiltà non potevano disiìnni-lîre , che se i Comuni ottenevano un numero'di rappresentanti eguale a quello de’ due primi'