iî trista men te Tua fortuna , e suo onore . Dot-trina , il di cui ultimo eccesso porterebbe per-fino l’inquietudine nel seno de' Sovrani, colfinsegnamento perseverantemente sostenuta nelladetta Società di consenso espresso de' Supe-riori di essai fin del 16x4. , del Regicìdio ,e di tutto ciò -i che può attentare alla sicu-rezza della persona Sacra de’ .Sovrani , alla natu-ra , ed a’ diritti della Potenza Reale , allaindipendenza piena , ed assoluta di essa , daqualunque altra Potenza , che sia sia la Terra ,*d giuramenti inviolabili di fedeltàche lega-no i sudditi a’ loro Sovrani .
In ciò , che tali caratteri «essenziali , edistintivi del detto sostituto , formati dai risulta-to delle leggi , che si è fatto dare , e diquelle , che si è da se stesso prescritto-, piò'sorprendenti ancora , allorché loro si unisce ilcomplesso de’ privilegi distruttivi d’ogni ordinecivile , e gerarch-co , che gli sono siati con-ceduti , rappresentano ii quadro d’an Corpo-che aspira -unicamente -ali’ indipendenza , -eìial dominio , e che per la sua esistenza inmezzo di tutt’ gli Stati , ne’ «quali fdsse in-trodotto , non meno , che per la sua con-dotta corisequente alle sue Consti turioni tendeevidentemente a distruggere poco a «poco ogniautorità legittima , ad effettuare la dissoluzionedi qualunque amministrazione , ed a distruggere il«rapporto intima , che forma fusione di tutte leparti del Corpo politico ; quadro ’tarito più terri-bile , quanto che le leggi del detto Instituto soni»-un vero fanatismo ridotto a principio , e che nonstascia con la sua industriosa .previdenza alcun*
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