ló
montare ne’ loro Alunni una fissata ignoranza, e d’insegnarli così falsi principi. Dimandò subito a’ Su-periori de’ soggetti più abili, e gli minacciò ancoradi dare a migliori mani 1 ' educazione de’ suoi Giova-ni Ecclesiastici. Non v’ era duopo di tanto per irri-tarsi contro questa fiera Società, Giurarono i Gesui-ti,, che giacché non poteano esser Padroni di questoVescovo , lo voleano perseguitare fino al!' ultimo .Ma s'inasprirono molto più in occasione dell’ affaredel P. Pichon. M. di Varthamon non giudicò espe-diente di fare una formai censura del pernicioso li-bro di questo Gesuita, ma si contentò di proibire,che si leggeste nella sua Diocesi, con tre avvisi stam-pati, che non servirono, che a raddoppiare il furorede’ Gesuiti. In disprezzo deli’ autorità Episcopale con-tinuarono a distribuire questo malvagio Libro , e adisseminarlo per le Comunità , e a raccomandarneda per tutto la lezione ; e giunsero insino con inso-lenza a farlo leggere pubblicamente nel Refettoriodel Seminario, eh? ogni giorno più andavano cor-rompendo .
Per riparare a sì grari scandali, pensò finalmenteM. di Lusson di dare una pubblica , e solenne istru-zione intorno le vere disposizioni , colle quali deeuno accostarsi ai Sagramenti della Penitenza, e dell’Eucaristia , Un’ opportuna occasione ne somministròil Giubbileo del 1750. , che fu accettato in Franciail 1751. Il Prelato senza nominare il P. Pichon, nèil suo libro, prese a combatterne negli errori , e astabilirne le verità contrarie , d’ una maniera sì bei-la , sì chiara, sì forte , che tutti quelli , che nonerano imbevuti della corruzione de’ Gesuiti, l’am-mirarono, e lodarono altamente. A’ Canonici stessidella Cattedrale di Lusson comparve questa istru-zione sì ammirabile, che deputarono alcuni di loro,perché si portassero dal Vedovo a nome di tutti a,
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