ro
dicato , che il Vangelo è la regola de' Crijìiani ; Voiavete parlato della Grazia , e avete detto , che Iddio’a dà a quelli che ama; sapete voi , caro Padre , che tonon voglio , che si parli più di Grazia al mio Popo-lo ; ( a ) rivoltatosi poi a’ suoi Parrocchiani gli dis-se : In qual giorno pensate Voi y miei Fedeli , che iodesideri di morire ? Nel giorno appunto della mortedel vostro Predicatore Eretico ; imperciocché allora il
Dia-
(a) Quando ai Gesuiti suggerisce la loro carnaleprudenza di non iscoprirsi aperti impugnatoti dell’Evangelica Dottrina, sogliono essi interporre i lorobeneassetti, e talora persone qualificate per atterri-re o cogli schiamazzi di quelli, o coll’ autorità diqueste, gli intrepidi Propagatori dell’ invariabile Van-gelo . In proposito di che , ecco un fatto , non hamolto , accaduto nella Persona del P. N. N. ze-lante , e dottissimo Predicatore de’ nostri tempi ,che comprova a maraviglia le arti , e prepotenze,che ulano i Gesuiti contro i veramente Appostoli-ci Dispensatoti della divina parola. Predicando adun-que questo valentuomo l’Avvento nel 1758. in unaCittà' di Lombardia recitò pesta prima ed unicavolta una Predica pochi mesi avanti da lui com-posta , nella quale fra le altre colè che disse controla lassa Morale, toccò la condanna del peccato Fi-losofico , e fece motto de’ raggiri , e giuochi diparole , con cui certi Autori , che vi sono tutta-via , presso a poco lo insegnano . Se ne ossesero iGesuiti, alcuni de quali erano a quella Predica pre-senti , e ne fecero con i loro Benevoli, e ne sparle-rò pelle Case , ove andavano , de’ gravi lamenti ;aggiungendo, che ne volevano scrivere alla CittàN. N., dove il Predicatore doveva portarsi per la
futu-