fare deve nelle Corti de* Sovrani, un Nunzio Âp-postolicp per mantenere con somma religiosità , agravità l’autorità della santa Sede.
In questi fatti successivi osserviamo la somma Re-ligione , e zelo di S. M. F., e non possiamo nota-re cosa alcuna, per cui li possa sospettare, che que-sto sia derivato da odio del Signor Conte d’Oeyras.Se egli avesse occultate al Re le Relazioni manda-te dall’America, mancava alla fedeltà di Ministro.-se non proponeva quelle del Vescovo del Gran Para*attese le circostanze della Eolia Immensa PafiorumPrincipi !, oltre di non mancare alla fedeltà dovutaal Sovrano, restava eziandio scomunicato. E’vero,che ci può dire , che nel caso presente di rappre-sentare a S. M. F. queste Relazioni si esponeva,al pericolo , che i Gesuiti spargessero per tutta1’Europa, eh’egli era un falsario, un Eretico, unGiansenista, un Ebreo, un Ginevrino , un infettodi massime Inglesi, un impostore, un invidioso, qhmalevolo, un maligno, un superbo, un temerario.Tuttavia il Signor Conte d’ Oeyras , dopoccli’essichiamarono ladro S. Ignazio, osservando, che nonavevano depresso la grande santità di questo granPatriarca , disprezzò queste calunnie per osservare lareligiosità , ed ubbidienza alla S. Sede, e la fedel-tà al suo Sovrano. E che parte del Dilemma sce-glierà in questo caso il Pubblico, se non che scel-lerati oltre ogni credere sono tutti, i Gesuiti.
OS-