gue quel decreto; perché in questo non ebbe nienteche fare o il Cardinale, o la Corte , la quale nonne ordinò la pubblicazione fuori de’ suoi Stati : maneppure la potè impedire. E poi quel decreto noncagionò infamia alcuna a’Gesuiti , perché questi inmateria di traffico erano per ogni dove infamati,mentre o più o meno vi trafficavano . Ma non pos-so tralasciare 1’ accusa data al Cardinale Riformato-re, di avere a torto infamato i Gesuiti , Dio Im-mortale / tutte le persone esistenti in Lisbona , enelle altre Città marittime del continente di Porto-gallo , e dell’ America fono state spettatrici dell’ im- -menso numero di mercanzie di tutti i generi ritto- :vate ne’ magazzini de’ Padri. La Segreteria di Sua E-minenza è ripiena di libri, scritture , e carte con- ^cernenti il commercio de’ Padri. I Gesuiti stessi non ;negano questo loro traffico, ma lo confessano per !fino ne’ libri de’loro Casisti, studiandosi solamente difarlo credere lecito per la necessità, e vantaggio de’loro Missionari, e de’ popoli delle Indie: pretesti ,che già sono stati dichiarati nulli da’ Romani Pon-tefici . E 1’ autore delle Osservazioni francamente scri-ve, che il Cardinale di Saldagna infamò a torto iGesuiti, dichiarando , che alcuni ( questa è la paro-la , di cui si serve Sua Eminenza nel Decreto ,non quella di tutti , che per calunniarlo gli mette infcocca 1’ Autore delie Osservazioni ) di loro esercita-vano un vergognoso commercio ; ed ha la intrepi-dezza di ^avanzare qual cosà incontrastabile, che ilCardinale Visitatore, per quanto abbia cercato, nonha mai potuto rinvenire appresso de’ Gesuiti alcunodi que’ libri di conti,, senza i quali è impossibilenna vera negoziazione, com’ egli stesso ha confessa-to / ( parole poste con artifizio , acciò i semplici »che le leggano, si credano , che il Cardinale abbiaconfessato di non aver trovato libri , quantunque
l’Au-