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Apologia contro la censura fatta da XIV. vescovi della Toscana ad alcuni libri pubblicati in Pistoja
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tro anni interi si è sciolto in una clamorosa , e inde-cente accusa a V. A. R. Felice , che in Toscana regnail più religioso dei Principi ! Il loto zelo s infiammòunicamente, dopo che il fanatismo insinuatosi per se-grete vie nella mia Diocesi era giunto agli ec-

celsi nella Città di Prato, ed aveva funestato , e ripienod amarezza il mio cuore. Io non ebbi in quelle circoliamze alcun Conforto da essi , ne forse lo meritava ; maquale ingiustizia il dare ad intendere con questo passo ,che poteano essere stati tin istrumento della sedizionequei libri medesimi, che io aveva approvati per la puh-blica istruzione , per risvegliate il mio amatissimo greggea una soda pietà , ad interellarlì nelle più essenziali ve-rità della Religione. Si , lo zelo di questi miei Con-fratelli si risvegliò dopo questa disgraziata epoca , e do-poché V. A. R., non raccogliendo nell Assemblea tenutain Firenze quel frutto, che speravano tutti i buoni perii maggior vantaggio della Chiesa Toscana , ci chiamòpaternamente , e con quella virfù , che anima tutte leSue Sovrane imprese ci raccomandòla consanguiimà di dot.trina,l'unione, la carità, la pace.lo non posso rammentarmiquei sensi così degni d' un Principe Cristiano senza te-nerezza , ma questi sensi chiari , e pieni di gravità ,« di Religione si giunse ad alterarli , e confonderli inguisa , che si prese motivo dinsultarmi 0 e di mostrare,che dai libri Pistoiesi ne procedeva l'errore, la disunio-ne , e la discordia. Quanto disonorevole per me siaquesto giudizio , quanto sia ingiusto , ed aggravi lamia fede, e la mia onestà , quanto sia lontano dallaverità , e sincerità , V. A. R. può rilevarlo dall an.nelle Apologie , che ho Tenore 'dumiliarle . Questeforse saranno capaci dilluminare su!T inganno in cuisono i Vescovi miei fratelli , «Ite io amo teneramentein Gesù Cristo « saraanw sufficienti per isgombraredal popolo le false prevenzioni, che col corredo d un'imponente autorità è riuscite di spargere , e di fo-mentare .

Io noe debbo però trascurare il tenore del!» sup-plica medesima , che gli Arcivescovi , e* Vescovi suoiSudditi hanno avute il coraggio csi presentarle , dopo-ché