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Apologia contro la censura fatta da XIV. vescovi della Toscana ad alcuni libri pubblicati in Pistoja
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è certo die avverrà quanto Iddio ha preveduto dov«csuccedete , ma siamo altresì assicurati dalla Fede cheegli sa operare liberamente gli agenti liberi , e che lanostra sorte è nelle mani di lui.- In manibus tuis sor-tes mc£ , il che serve di fondamento della cristianaconfidenza . Il volere scrutinare più oltre colla debo.lezza della mente umana è un fermarsi fu 11' orlo delprecipizio. Ci basti il sapere che la misericordia è pro-pria di Dio, misericordia Domini , e che la perdizioneviene da noi: perditio tua ( Uejì ex te J Israel , comedice Osca xr 11. 9.

Insiste tuttavia il censore , e vuole che collo sta-bilire le sopra esposte verità postone pensare gli uomi-ni di esser necejjìtoti a volere e a non volere semathè sopra la volontà abbia injhtenza alcuna il liberoarbitrio e la facoltà elettiva . Dunque dovrà concian-riarsi secondo il censore che la grazia sottomette lanostra volontà alla sua potenza , clic è quanto diredovrà negarsi qualunque operazione di Dio sul cuordell'uomo, ristringendosi alle grazie esterne d illustrarrione, che sole si ammettevano da Pelaghi e da Cele.Ilio. Lo (lesto Molina si sarebbe arrostito di compariretanto Pelagiano , ma il nostro cattivo censore ignorandoi principj grandi della nostra S. Religione , e la dottri-na della Chiesa questa materia per non saper con-ciliare la forza della grazia colla libertà, non li vergo-gna di negare a Di» la potestà di sottomettere la vo-lenta delluomo alla efficacia vittoriósa della sua grazia.La sua orgogliosa ignoranza marita qualche schiarimento,e questo schiarimento può averlo colla maggiore esat-tezza in ciò che dice 8. Bernardo della .cooperazionedel libero arbitrio alla grazia da cui è mosto. Tra£l. degrafia ss lib. arb. Agli osserverà che nel!' opera dellanostra salute tutto eseguisce la grazia , tutto eseguisceil libero arbitrio, e siccome tutto !! opera in questo ,eosi tutto fi opera da quella : Jìcut. tatuin in ilio , stctntum ex fila . L e dicacità della grazia viene dallasovrana potestà che ha lidio sulle volontà degli uominiegualmente che tutte le altre cose create. Onde èche S. Agostino dice: Dcus de ipsts hominum Mina-ta-