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la citata Bolla contro Bajo rimane incontrastabile ciocuche leggesi nel? Opuscolo , che l'ignoranza della Leg-ge divina , degli obblighi che /' ordine della naturac’ impone , come di riconoscere , a di servirle un Diosolo , e ili non far torto ad alcun* non ti scusa dalpeccato . Quella è la Tesi che dimostra il soprallodatoP. Patuzzi esponendo nel H. V. del capo citato , chenon lì può dare alcuna ignoranza di gius naturale ,qua vere invincibili! Jìt nedum qua ad principia illariviverfalijjìma , qua in omnium animis imprejjìt na-tura hunmna conditor Deus . de qui bus
nudimi est inter Theotogos dijjldium , verum etiam le-gnin omnium U prxceptornm qua ex illis inferuntar,tš comincntur in praceptis Decalagi 'èšc.
Quanto a S. Tommaso , il canfore spogliandosi perpoco delle sue prevenzioni lì vuol rimandare al T. X. diM. Arnauld. Ectits sur les pechcs d'igntrance , ove ap-parisce chiaramente che il sentimento di questo S. Dot-tore stola presente materia è quale conveniva a un di-scepolo di S. Agostino. La differenza che pasta tra loronon consiste che nella maniera di esprimerti. S. Agosti-siine chiama invincibile la ignoranza del giù* di natura,siccome quella che non vien tolta senza la grazia ; manon per questo la scusa dal peccato , sì- perché è unaconseguenza , e una giusta pena del peccato, sì perché*pn è mai assolutamente invincibile, sì perché finalmen*te una tale ignoranza non impedisce che 1’ azione con*trarla alla J,egge naturale non sia in se stessa cattiva .Se 1’ uomo non vede nel? anima stia i precetti che ilCreatore vi ha impresso non deriva ciò per difetto deiprecetti eh» sono chiari c luminosi per se medesimi ,ma è per colpa dei falsi pregiudizi della mente e delletenebre della passione. Per vederli dunque vi è biso-gno del soccorso di Dio , che non c mai- negato a chilo desidera , e lo domanda come conviene , essendoquesto desiderio e questa preghiera medesima un don»gratulo di Dio, che per i suor imperscrutabili giudiziaccorda agli uni per sua misericordia, e nol concedeagli altri senza la minima ingiustizia. Ed ecco come sidice da S. Agostine invincibile senza la grazia la igno-ran»