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Apologia contro la censura fatta da XIV. vescovi della Toscana ad alcuni libri pubblicati in Pistoja
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un decreta di tal fatta quei Pastori e quei fedeli eli®ti volevamo costringere ad adottarlo colle minaccie ,cogli esilj, colle venazioni di ogni genere? Non è egliscritto e praticato dagli Apostoli che dee li obbediremagis Deo quarti homimbus. Act. v. 29. quando1 esecuzione del comando porta seco il trasgredire ilprecetto naturale di non rinnegare giammai la verità ,di non indire la giustizia , di non conculcare la lin-cerità ? Non è egli ferite® : Nuli Jequtris turbarti adJacicndurn mahiml Exod. xxtii. 2. Come si diporta-rono per altro in tali circostanze quei difensori corag-giosi del deposito della Fede e della sana dottrina ?Mostrando nei tempo stesso il loro amore per la veri- che voleasi condannare , e il loro rispetto per lalegittima autorità che può essere ingannata e lo su,portarono la causa al supremo tribunale della Chiesa ,che è il corpo dei Pastor'. Questi adunati nel Con-cilio Generale esaminano , decidono insallibimencscirca le controversie che nascano sulla Fede , dichiara,no le verità precise , e i espressioni eziandio collequali debbono enunziarsi , e condannano gti errori op-posti , specificandogli e in quanto alla sostanza , e inquanto ai termini , coi quali sonosi esternati. In farciò esaminano le Sante Scritture , le Tradizioni corde,gnate negli scritti dei Padri , e dei Conciij anteriori ,ne pesano i termini-, confrontano il tutto scolla dot-trina controversa, ed assistiti dalla promessa dello Spi-rito Santo in una tal discussione unanimemente deci-dono quello che dee crederli , quello che dee riget-tarli. Qual maggiore moderazione dei così detti Appel-lanti , quali mezzi più legittimi e canonici contro laviolenza e P iniquità dei manipolatori di quel decreto,con cui ponevano a fuoco c starna tutto il mondocattolico ? Se fi oppongono quei grandi uomini a undecreto emanato nella maniera più irregolare e tumul.tuante , non ne mostrano forse il vizio essenziale - eiteli intrinseco e nelle forme? Non mostrano essereuna chimera accettazione generale che se ne pretende,quando i pretesi accettanti non combinano neppure traloro nella interpetrazione delle proposizioni che con.

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