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Apologia contro la censura fatta da XIV. vescovi della Toscana ad alcuni libri pubblicati in Pistoja
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I q 2

e. 18. , per quanto compatisca ben Fatto non si Fabene , (e non per la carità . Queste preziose massime,che formano il micio!lo della Religione , li conserve-ranno sempremai intatte dalla Chiesa , ed è imponìbileche elsa possa indebolirle , che elsa possa .inculcare ilcontrario . Egli è conseguentemente impossibile' che la'Chiesa ingiunga ai fedeli il ricevere una Costituzione ,la quale condanna verità cosi sicure e costanti . Sidisputa a Dio nella lîolla tJnigenitus il diritte che hadi essere 1ultimo fine tutte le nostre azioni, siccome'ne è il primo principio. La Lede e la ragione si rivol-tano del pari in leggere fra le proposizioni condannatequelle che riguardano la necessità dell amore di Dio .Quello amore dee santificare tutti i nostri assetti , etutta la nostra vita . Questa è la nostra obbligazione , etettonici che. vi è di contrario è impossìbile chesia autorizzato dalla Chiesa. Ècco in sostanza tutto ciòche contiene nelle pagine 127. e 128. cicàte dalDenunziatore . In queste altro non s insinua , ni lipredica che >' amore di Dio ; non s inculca se non ,che arda perpetuamente foli' Altare dei nostri cussi ilsacro fuoco delia carità. E il .confessare la necessitàdellamor di Dio, e di riferire a lui Je nostre azionicomuove e risveglia i fedeli alla rivolta e al tumulto,anzi non può esservi Cosa più ardente 1 id infiammai esedizione'! Quale empietà.' Dove mai giunge l uomoabbandonato a se stesso ! L Opuscolo non fa J"e pojjì^mostrarsi più ardente ad infiammare sedizione al §.127. 128., e ai §.77. p. J 91. Per non essere sediziosi si dovràdunque spebgere nei nostri tur ti la carità verso D o , che ècome dio? Monile. Vescovo d Arezzo nella sua Pasto,rase dei 16. Febbrjjo 178? principio , causa , e radi-ce deli' osservanza di tutti i nostri doveri , fine cscopo di Lutti i comandamenti , regola fu di cuidirigono le nostre operazioni , il compimento in unapaiola come la chiama S. Paolo , c la pienezzadell' ojjervanza di tutta la ìcg.;c : plcnìtudo legis cjlenritas . Sembra egli. possìbile tanta prevaricazione ? Maforse tutti la sedizione che nota il Denunziatore tra.

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