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Apologia contro la censura fatta da XIV. vescovi della Toscana ad alcuni libri pubblicati in Pistoja
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sparirà-nella pagina 191. del § 72. în questa paginaappunto li stabilisce quella eccellente massima attribuitaa S. Agostino , che nelle dispute dee conservarsi launità nelle cose necessarie, la sbertà in quelle chesono dubbiose , e la carità in tutte : Unìtas in necejjariis , in dubiis libcrtas , in omnibus cariteli .Qual principio più giusto per ottenere la pace e latranquillità ? Eppure questa pagina non si sa dal cen-sure se possa mostrarsi più ardente ad infiammaresedizione . Ma se si dee seguire la unità nelle cosenecessarie, è egli forse sedizioso il dire , che si stiaattaccati alle sante verità contradette nella infaustaCostituzione , e agli appelli che sono stati interpo-sti per la conservazione delle medesime ? Il ti-more di una scomunica ingiufìa non dee impe-

dirci giammai di fare il nostro dovere . Questa è unaproposizione condannata . Per non essere sediziosi do-vremo dunque ribellarli al Sovrano che fosse ingiusta-mente scomunicato , dovremo mancare alle sacre ob-bligazioni della fedeltà che gli abbiamo promessa ?Possibile che la maniera di calunniare sia giunta a tal se-gno ? In bocca del censore adunque la verità si serve di taliodiosi mezzi per trionfare ? Ma il Discorso sulle No-velle Ecclesiastiche di Parigi non potea incontrare ilgenio di lui . Infatti questo discorso prova ali eviden-za come il famoso decreto è un opera della cabala ,e del raggiro ; che è una chimera la sua pretesa ac-cettazione generale ; che le violenze di ogni genereadoprate per fargli acquistare un regno senza contrasto nedimostrano la illegittimità; che il non soscrivere alla condan-na di proposizioni sa ni sii me e -in se stesse e nel libroda cui sorto estratte, è un obbligo preciso di ichiun-que conta per qualche cosa la verità, la buona fede,e la giustizia ; che il reclamo di più Vescovi , dimoltissimi Pastori del secondo Ordine , delle più illu-striUniversità, di molti Corpi Regolari ec. è legitti-mo e canonico . Tutto ciò non potea essere del ge«nio del critico . Ma quale idea mai il censurare que-sto discorso e tradurlo per fanatico e sedizioso special-

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