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Apologia contro la censura fatta da XIV. vescovi della Toscana ad alcuni libri pubblicati in Pistoja
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XIX

larmino , e Baronio ? Può edere più manifesti l' ani.Hiosistà ? Ma ripiglia il censore , che nell Opuscolo liprova esser fallibile la Chiesa nella decisione jde fatti ,per far cadere chi legge a tenerla praticamente , e ef.fettivamente tale nel giudicio dato sopra certi autori ,e certe dottrine . Qual maniera mai di ragionare? Cer.ti autori , certe dottrine. Ma quali sono quelli autorie queste dottrine ? Forse egli vuole intendere , che iprincipi che fi stabiliscono nell Opuscolo possono appli-carsi al fatto di Giansenio ? Ebbene : cosa vuol trarredi qui a suo profitto , e per convalidare la calunnia ,che fi sprona tutti alla sedizione , e che si screditala potestà ccclestastica ? 11 Cardinal Baronio , e il

Card. Bellarmino ammettono, che possa ingannarsi laChiesa nelle decisioni di fatto : con maggior ragioneè da ammettersi che possa essersi ingannato UrbanoVili. allorché colla Bolla de 9 . Marzo i 6 $r. condan- il celebre libro di Giansenio. Forse il censore vuo-le accordare ai Papi ciocché non si è giammai accor-dato neppure alla Chiesa. Possibile che sia cosi strava-gante e furioso? Ma aspettando di sapere quali sonoquei certi autori , e quelle certe dottrine , di cui faparola noi lo rimettiamo per sua istruzione a leggere«on pacatezza lOpuscolo censurato del Tomo V. e labreve Memoria del Signor Arnaldo inserita nel TomoXII. che egli mostra di ignorare totalmente ,

XII.

Per , prosegue il Denunziatore , vale a direper «bbligare e spronare tutti alla sedizione, sispiracolla più petulante sfrontatezza disprezzo ed abor -riniento contro le censure della Chiesa quando ellaintende di preservare i fedeli nella lettura di alcunilibri o da contagio o da perìcolo , c*me nell' Opusc.Vili. del Tomo l. , e nell' Opusc. II. 111. IV. V.del Tom. II. Ecco nuove e gravissime accuse , prova,te però dal censore nella istessa guisa delle antece-denti . Una mentita, se si volesse usare il suo me.

lodo