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Apologia contro la censura fatta da XIV. vescovi della Toscana ad alcuni libri pubblicati in Pistoja
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II. Se male non mi rammento 1 « massime princi-pali , che stabilire si virerebbero in una Lettera , cheio lesti rapidamente ; e che dicesi dettata dall effusio-ne più abbondante di un cuore sincero , ed amico dellaVerità , sono le seguenti .

i. Un Vescovp consultato dal suo Principe in Puntidi Religione , deve parlare con libertà , per prevenireogni sorpresa , che fare si potesse alla sua pietà .

z. E necessario convocare un Concilio Nazionaleper dar peso alle risoluzioni canoniche non potendosi« eseguire nelle sacre adunanze dei Sinodi D'ocesani.

}. Nei Sinodi Diocesani il solo Vescovo è Giudice^i Parodi! non son» .che suoi Consultori .

4. Non è di competenza dei Sinodi Nazionali esa-minare quelle Dottrine ; riformare quelle lejji , e co-stumanze, universalmente approvate , o tollerate nellaChiesa .

5. Lo zelo di riformare ! stulj a norma dellaDottrina di S. Agostino, nasconde una maligna frode,con cui si tenta di aprire la strada ai fatali errori :non avendo S. Agostino composto corsi di Teologia <fDommatica , o Morale .

6. Lo zelo che si decanta per la Dottrina del S.Dottore , è un pretesto affai specioso per esdudere sfallacura delle Anime , e dal) amministrazione dei Sacramen-ti i veri Cattolici ; e affidare il governo delle anime a;Rotori tic moderni errori .

7. Si abusa della Dottrina di Agostino , interpetran-dpla sinistramente per accreditare >' eresie di Gian<eni:i,e di Quesnel: in quelita guisa che gli Ariani pretesero.,dando sinistre interpetrazioni alle parole di Gesù Cristo :Pater Mujor me_ est, : accreditare i lor» errori .

8. L impegno di prendere per scorta S. Agostinonello spiegar» la Dottrina della Chiesa in ci» che ri-guarda la Carità, la Grazia , nofl è che uno stratugem-ma per insegnare gli errori condannati nelle Bo'le con-tro Bajo , e Giansenio ; quindi da Alessandro VII. au-tore del famoso Formulario ; e finalmente dalla BollaUnigcnitus , in cui si proscrivono cent una Proposizionistratte dal libro delle Riflessioni morali di Pascasi»

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