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Apologia contro la censura fatta da XIV. vescovi della Toscana ad alcuni libri pubblicati in Pistoja
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qualunque volontaria rinunzia , che si supponga ,per alcun altro titolo : se non «'introducono nuovimetodi di sturi conformi alle Sante Scritture , ed allaTradizione , liberi dai prcgiudizj , che si vorrebberoaccreditare colle false Decretali , e colle Bolle ema-nate contro B jo , Giansenio , e Quefnel , e centrole celebri Chiese delle Provincie Unite , con le qualihanno sempre conservato il vincolo della ComunioneCattolica i più illuminati , e Santi Vescovi . i Cristianipiù zelanti , e dotti , le intiere Università ; e collequali mi glorio di comunicare io pure , e spero direndere un giorno note al Pubblico la mia chescrissi a quei rispettabili Vescovi , e la Lettera cheessi risposero .

Chiunque brama gustare la verità , che accorri-pagnerà le une riflessioni , deponga ogni pregiudizio ;e si auguri da Dio quel dono, senza del quale lapiù risplendente verità , non serve che ad accrescere lenostre tenebre e la nostra. ostinazione.

> ARTICOLO PRIMO

Un Vescovo consultato dui suo Principe in pun-ti di Religione , deve parlare con libertà ,. per prevenire ogni sorpresa che fare fi po-tesse alta sua pietà .

§. I. l^On vi Ha certamente carattere , che meglioConvenga ad un Vescovo, della costanza e libertà neldifendere la Causa di Dio . Una santa effusione dicuore è lodevole in tutti i Cristiani ; per un Pastoreè un dovere indispensabile . Un linguaggio simile aquello, che con gli Imperatori usarono gli Ambroej ,i Crisostomi, allorché è sostenuto diretto dalla veritàchiara , incontrastabile , scevro dalie anticipate opinio-ni, superiore ai vili interessi , che regolano ia moU

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