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Apologia contro la censura fatta da XIV. vescovi della Toscana ad alcuni libri pubblicati in Pistoja
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mezza dei Canoni, e dei Decreti stabiliti nei ConciljNazionali. Come avverte Si. llario , gli Eretici Ariani,per roteran! al Giudizio canonico dei Sinddi , tentaro-no indurre una nuovità , di cui ebbe sempre orrorela Chiesa : volevano , cioè , che in Occidente fosseroesaminati i Giudizj dei Vescovi di Oriente , ed inOriente quelli dei Vescovi di Occidente. Ala in pro-porre ciò , non secondavano il loro maligno spirito diribellione , e di nuovità , essendo p : ù che certa laDottrina della Tradizione, che einsegna di confessarela fermezza , e la sacra rispettabile autorità dei Deere,ti , stabiliti dai Concilj legittimamente convocati.Proplerea siane novitatan moliebantur insincere , quatnhorret vetus consuetudo Ecclesia ; ut in Concìlio j Orien-tala Episcopi , quidquìd forte Jintuiffcnt , uh Epi-scopis Occidcntalibus refricarctur : fimi/itcr quidquìdOccidentalium partium Episcopi , cb Orientabhus sol-veretur ; sed hoc ex Ufo suo pravissimo cenju traila-bant . Verum omnium Coàciltorum iute , legitimequeaclorum Decreta firmanda , '^trmàsHom nostrorum gettacunjìgnat. ( rrag. 6. ex opere historico . ) Tale è statasempre riputata nella Chièsa la fermezza , ed il vigo-re dei Canoni celebrati nei Concilj Nazionali , cheniuno si è mai creduto di poterli sciogliere , o spo-gliare del loro vigore : gli stessi Sommi Pontefici fi so-no creduti in dovere di osservarli, e di ricorrere allacanonicità dei Concilj Provinciali , o Sinodali, per ri-solvere con fermezza affari di grande importanza. 1*conferma di quanto io dilli , recherò soltanto i icele»bri Decreti , di Zaccaria , di Zofimo, e d Innoa ito1. Sommi Pontefici. c Hec emm £ dice il primo 1 abhac Apostolica: Sede il/a diriguntur , qua. contraria es-se Patrum , sue Canonum injìitutis reperiuntur .Contra statuto. Patrurn[ è sentimento di Zosimo 3 Son*dere aliquid , vel mutare , nec ftujus quidem J\dispotest auiloritas : apud nos enim inconvuljìs radici-bus uiuit antiqititas ~ Innocenzio 1. scrive al Clerr ,« Popolo Antiocheno lettera del seguente tenoreCietcrum quid contra istos in presentì a agendum ? i/-1U no.