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nodali cognitione peropus est quarti dudum (liam >.<•-gendom effe censuimus . Sola enim il!a talami /)/«cel-la ru/ii motus sopire poteji . s= La Dottrina di S. Ber-nardo di sopra riferita combina perfettamente cogli
esposti s ntimenti .
Nè a quinto abbiamo stabilito repugna in verunconto :iò che suol dirsi da molti , che i Statuti , ed
i Decit ri dei Concilj si trasmettevano al Sommo Pon-
tefice , perché da e sto ricevessero la necessaria forra ,e vigore di obbligare; che i Pontefici potevano invo-care , e cassare quanto era stato nei Concilj Provin-
ciali decretato , e stabilito .
Se prestasi ai moderni Cononist! difensori curiosi
dalla Monarchia Pontificia, non solo i Decreti Provin-ciali , e Nazionali , ma dei Generali Concilj abbisogna-no della conferma del Pontefice , per ricevere forza eV'gore di obbligare . Idea veramente riuova , e strana ,opposta , anziché sconosciuta a tutta la Tradizione . IPontefici It sono creduti soggetti , ed i primi custodidei Canoni , e non già gli Autori, e despoti dei me.
desimi . Riferirò a questo proposito i sentimenti di
Ormssria — Prima salus est refi,mi Fisici regniam cu-stodire , U a confittiti! Patrum nullatenus deviare —Si trasmettevano i Decreti dei Sinodi Nazionali a Ro-ma , non perché fossero muniti di valore , che nonavessero ; ma perché la lerò autorità , già ottenuta dal-la solenne Sanzione dei Vescovi , si rendesse p'ù ri-spettabile , per >' assenso del Capo della Chiesa , e siconvalidassero sempre più le prese determinazioni. Tut-to ciò rilevali a maraviglia dalla lettera scritta da S.Ambrogio a 'Pensilo — Sane referendum erbitramur adSanci uni Fratrcm nostrum Romana Sacerdotali Ecclestx yqujuiam prdfumimns te e a jud icaturum , qua etiamUH. dìjpliccre nequeant : ita enim utile erit consultumse itentht , ita pacis , U quieti! securitbs ;st id veltrostatua!ur Concilio , qued cotnmunioni nostra distensto-Tii m non osserat , ut noi quoque accepta vestrommferie statutofum , cum id gestian cepnovtrinius , qundEcclesia Romana probaverit , lati sruftum hujus exa-riunii adipìscamur . =: A chi bene considera i sentimen-ti
ss