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— La Sede di Pietro non può essere sorpresa , ese ciò seguisse mai nella Persona di un qualche Ponte,fice, il Successore emenderebbe I' errore . = Per evitar»ogni equivoco non confondasi la Sede col Sedente , edicasi pure liberamente , che ogni Pontefice è sogget-to ad errare anche in cose riguardanti la Verità delVangelo. 11 primo a dare infelice esempio di questaFruibilità fu S. Pietro. Leggali il libro 11. contro iDonatisti di S. Agostino fui principio ; io ne riferiràalcuni sentimenti soltanto. Quantunque Pietro fosse ,e si giudicasse capo di tutti gli Apostoli , 1non pertantofi credette dotato della prerogativa d’ infallibile , confet.só il suo errore , e si arrese alle legittime ragioni diS. Paolo, che dimostravano , che egli non cammina-va secondo la Verità del Vangelo , lasciando così aisuoi successori un esempio di arrendersi ai consiglj , egioiti suggerimenti dei loro Confratelli . Ma i moderniCurialisti non odono volentieri questa verità , e colpretesto della pretesa Infallibilità , esigere vorrebberoche tutti i Vescovi si accordassero nel canonizzare glierrori della Bolla Unìgenitin , e non sanno permettere,che un Papa confessi P errore di Clemente XI. , maessi pensino come più loro aggrada , io la penseròcerne pensarono Cipriano , ed Agostino. =2 Non meterrei auclorìtas Cypriani , quìa refic.it humilitas Cy.priani . Magnani quìdem meritum novimus CyprianiEpiscopi , U Martyris , sed numqitid majus quartiPetri Apostoli , U Martqrn ? De qua idem Cypria-nus in Epijlola ad Qiiintu/n ita loquitur. Nani nccPetrus , inquit , qtiem piimus Dominin elcgit , estsuper quent ndfilavit Ecclejìam J'uam , cum scarniPaulus de Circoncisone disceptaret , posi moduni vin-dicanit fibi aliquid insolcnter , aut arroganter astimi-pfit , ut dicertt se Piimatum tenere , est obteinperaria novellis, & posteris fibi potìus debere . Ncc dcfpe-xit Paubim , quamuis Ecclesie pi ius Persecutor fuisset , Jcd confibum vcritatis admifit , ’èfi rutioni legit-tima quam Paulus uìnsticabat. facile confenfìt , docu.mcntum silicee nobis concordia , U paticntioe tri.buens , ut non pertinaciter nojìra arnemus . Sed qua' ali-
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