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Apologia contro la censura fatta da XIV. vescovi della Toscana ad alcuni libri pubblicati in Pistoja
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N4

tutte hanno parte nei suffrapj della Chiesa militante,a proporzione che se ne resero degni in vita ; si su-sciterebbero dall oblivione le vere idee della riconci-

liazione , e della penitenza , con cui si torna sicu-

ramente e stabilmente a Dio . In una parola si co-noscerebbe nel suo aspetto la Religione , ed alloraravvisandone le grandiose , e le sturbili bellezze siamerebbe con amore eroico, e riconoscerebbe quantole spregievoli Dottrine degli empj sono diverse , edopposte alla santa Legge di Dio .

recar deve fastidio alcuno , che molti degniaccennati libri siano nel! Indice Romano . Abbiamo digià fatto osservare , che molti libri insulsi ed infetti

rilassate Dottrine , non sono in verun conto proi-

biti , e per il contrario , molti libri buoni sonoproibiti , 1 Vescovi esaminino tali libri e poi riferi-

scano al Sovrano i loro giuJizj, perché egli poi colDiritto annesto alla Sovranità gli proscriva .

ARTICOLO XIII,

Uditive stavo , ed i Vescovi della Provincia do rvrebbero in filiere per la soppressione degli An-nali Ecclejìostici , e cassare quanto è fato fallodal Vescovo di Pisioja .

XXIV. ^Non occorre più altro . Da buon Molir.ista,ed lltlebrandista, il nostro Autore vorrebbe , che ta.cessero tutti coloro chfc non parlano il suo linguaggio;fi vorrebbe in silenzio ogni lingua , che rende testi.Ni «stanza alla Verità, contro gli Annali Ecclesiastici diFirenze si vomitano le solite calunnie , che si sanosempre scagliate contro le Novelle Ecclesiastiche diParigi , contro i Scrittori di Porto Reale , e coi

Signor Racine , che ce li fa conoscere . Ma

lo zelo che lo commuove , non gli ha somministritolumi per analizzare , e rilevare gli errori , che si sonospacciati dai Signori Annalisti , onde denunziarli ai

Ve.