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Apologia contro la censura fatta da XIV. vescovi della Toscana ad alcuni libri pubblicati in Pistoja
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nostra Madre ! Il più che essi fare potessero , era diadunarsi in un Concilio Provinciale , ed intraprendereun Giudizio Ecclesiastico nelle più Canoniche formeper esaminare , se quanto era stato dall Angiolo dellaChiesa Pistojese eseguito , fosse o conforme ad unamigliore Disciplina , e bastante a richiamare i fedelial vero culto del Signore , alla cognizione della Reli-gione; , ali osservanza della Legge di Dio. Da questoesame avrebbero conosciuto la rettitudine dei suoiRegolamenti , e si sarebbero trovati nella dolce ne-cessità di applaudire al loro Confratello , di imitarlo

con gloria , e di rendere pubblica solenne testimo-nianza alla Verità , e di impiegare tutto Io zelo con-tro coloro , che con mille indecenti modi , e calun.nie ne maltrattano la riputazione . Ma Iddio perdimostrare che tutto il bene viene da lui , anzi checonciliargli la benevolenza della moltitudine , ha per-messo che furiosamente lo insulti , per trarre dal di-sordine il maggior bene, per far palese la Virtù del

suo servo , che non è mai comparso tanto grande ,quanto in mezzo ali avvilimento di cui voleva ricuo-prirsi : Digitin Dei eji hic. Questo, e niente più

potevano intraprendere i Vescovi della Provincia , edil Signor Autore della Lettera doveva guardarsi , seaveva sentimenti non che di Cristiano , ma di uomoonesto , di autenticare le ciance del volgo , con usaredelle sediziose espressioni , e ripetere le antiche que-rele , che a niente più servono , che a fomentarediscordie ed avversione nelle menti poco illuminate , esei cuori poco ben disposti.