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Appendice alle riflessioni del Portoghese sul memoriale del padre generale de' Gesuiti presentato alla Santità di pp. Clemente XIII. felicemente regnante, o sia risposta dell'amico di Roma all'amico di Lisbona
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fotte* il rigida esame de Gesuiti suoi Direttori, chélavevano provata colla pietra di paragone de lorosanti j e fruttuosi Esercizi ; Si è saputo perà, ed èormài cosa pubblica $ che hanno fatto, con questasemplice Sigtlorina un Certo vitaliziò di nuova in-venzione j che ž uri vere» pasticcio ; Se quésta Si- ignera era maschio j la Vestivano del loro 3. abito $ |

come stantìo vestito non ha rrioltò il giovane Signor '

Pegfta $ il quala porta secò Uri capitale considerabi-le . Intanto iti pochi triesi tra Riccardi , Galeòtti $e Pegni stantìo incassato circa i cento trenta milascudi trista benedizione del Cielo conceduta larga-mente al loto eroico disinteresse . Di qui però nonne vieneche dovessero condonare i due grani d oròali' Emineritistìmò Portocarrero * e che voi non siateun impostore j quando dite nelle Riflessioni , ché ìGesuiti sonò cacciatori deredità ; passiamo Os-iti ai ad âlffé cose piti rileganti °

ARTICOLÒ III.

Sorte avversa incontrata in Roma dal Librointitolata Ristretto della Sentenza ec.

Calunnie cóntro il Re , il Cardinale ,è il Minijìero . Apologiàde Medesimi .

2Sì 5 consolatevi , Amico . Non furono le fo-le vostre Kiflesssni, che incontrassero qui critiche ve-lenose , ed acèrbe; ma ancora il Rijlretto del Proces-so , e Sentenza ea emanata dal Tribunale dell' încon-fidenza per órdine di Sv M. Fedeîifs. , fornì siri fu Itod' un grati cumulo di villanie . Permettetemi eh iove ne faccia una distinta narrazione , ripigliando lacosa dal suo principio - t