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• dogma , e ad impugnarle coll’ arroganza di d>cii mila Scrittori , non ha scrupolo di non attender la3 ■ legge Ecclesiastica d’un interdetto . Partirono per-
- tanto i Gesuiti dal dominio della Repubblica ; eil Senato fattili montar nelle Barche , gli mandò
o 1 a dirittura nello Stato del Sommo Pontefice .
- | Composte le differenze colla Repubblica , i Gesuiti
restaron fuori . Paolo parte per compassione , parteper gli Esfizj caldissimi d’Arrigo IV. ( di quel Reclementissimo , che cercava tutte le strade di be-neficare i suoi assassini ) differì ad altro tempoj la condanna delle proposizioni Molinistiche , impo-nendo intanto ali’ una ed ali’ altra parte un rigo-I roso silenzio . A quest’ ordine del Papa però nonobbedirono gli obbedientissimi Gesuiti . Scampati ,non so come , dalla tempesta cantarono da per tut-to vittoria , e specialmente in Spagna , dovefecero pubbliche feste di gioja con fuochi artinzia-ti , spettaceli , teatri , ferie per tre giorni alleScuole ; ed ebbero di più l’impudenza dì innalzarestendardi col motto bugiardo Molina Viclor . Cosìobbedirono al Papa , a cui convenne frenare , edichiarare impertinenti queste loro follie . Vi pre-i go di nuovo a legger Serry , presso di cui tro-verete altri documenti in commendazione della sem-pre mai inalterabile obbedienza a Clemente Vili.
' * e Paolo V.
§. VII.
Gregorio XV-
97. L’Aiticolo della Concezione di Maria sempreVergine aveva già da gran tempo cagionato nelleScuole diversità di pareri ; la diversità di pareri _ le
O 3 di-