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Appendice alle riflessioni del Portoghese sul memoriale del padre generale de' Gesuiti presentato alla Santità di pp. Clemente XIII. felicemente regnante, o sia risposta dell'amico di Roma all'amico di Lisbona
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loro i Sommi Pontefici, ed i Sovrani . Son entratoa discorrere su tal soggetto in qualità di sempliceStorico ; affinchè la Prelatura Romana non si lasci j

gabbare da Gesuiti , allorché vantano , anche fino I

alla nausea , il loro grande attaccamento , e cieca i

ubbidienza alla S. Sede . Anche a tutti i Principi j

1 fanno queste sparate , senza di questo potreb- j

bero raggirare le Corti : ma è pur troppo certiffi'

mo , che i Gesuiti sono sempre del partito del loro finteresse . Comunque siasi però , non si pufc met- |

tere in dubbio , che nelle turbolenze già riferite j

furono commessi moltissimi eccessi , i quali a sdis-sero il S. Padre, e furono disapprovati dal Re ;che la Sede Apostolica soffrì acerbissimi insulti , chela Corte di Roma fece allora gran perdita ; j

e che finalmente lorigine di tutti i mali fu la J

Compagnia di Gesti . Tali fono i colpi maestri , j

che fanno dare a Roma ì buoni Padri Gesuiti ( r ).

Con tutto ciò Roma gli venera , Roma gii liscia ,Roma gli lecca .

§. XIII. .

Alessandro Vili.

m. Il Peccato Filosofico inventato non fedaI Gesuiti , o dal Diavolo , è una di quelle pestilen-ziali

( i ) E cosa ora ma} palese a tutti , che il trat- 1

tato colla S. Sede trasferire la Dataria di SpagnaI da Roma alla Corte Madrid fu idea progettata dal

! P- Ravago Confessore del Re , e tutta tela di sua or-

I ditura . La sua ambizione però non godè malto tempodell' autorità a cui aveva aspirato .