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empio , d’un’ ostinazione sì dura do’ Gesuiti ,non risentirsi ,, non ascoltare le voci del Pa-storal Ministero r Montato pertanto sulla catte-dra di verità il dì r- di Dicembre 1758. de-plorò i pericoli de' Fedeli , a i quali colle fal-laci dottrine si preparavano inciampi , volle tes-ser da capo la serie dolorosissima delle replicatedisobbedienze alla Chiesa colle replicate edizioni ,e finalmente fulminò 1 ’ empio libro coli" Apo-stolica detestazione , e condanna , vietando di
più imprimerlo in qualunque linguaggio , e scin-dendo col colpo delia Scommunica dai corpo misticadella Chiesa coloro , che osassero mai di leggerlo,0 ritenerlo .
134. O questa sì , che è una percossa fata-
le , che pone in gran cimento la Compagnia.Avvezza dal suo nascimento a conculcare -sfron-tatamente gli oracoli della Sede Apostolica , nonpuò non apprendere per durissimo il sacrifiziodì rinunziare a piè del trono di Clemente
XIII. il privilegio fastoso della sua contumacia.Ma in quanto più gravi angurie dovrà tro-varsi abbracciando 1 ’ opposto partito ? Si trattadi vilipendere ed irritare un Papa vivente un
Pastore venerato da tutti per la sua pietà, zelo,dolcezza, vigilanza, giustizia ; un Padre , che hasempre mai riguardata con tenerezza d’amor par-ziale la Compagnia , che l’ha ricolmata di millebeneficenze, che si commuove a’ suoi pianti , la com-patisce nelle sue traversie , e stende la man pietosaper sollevarla , fin dove lo può permettere la giu-stizia un Vicario finalmente di Cristo , qmm dui-te stt alla Compagnia amare imptrantem , admuaridocentem , /equi ducente»} qua velite Ma che? Cre-