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Io, e il gran Teologo di Roma , il Confessore dipiù Cardinali , il delineator del Conclave, il P. Ste-fanucci ecco chi è. Non fon io , che lo dico,-è ilP. Belcredi , che Io disse ali’ Abbate Petrocchi , eper quanto io sappia , non lo disse in segreto , nèa titolo di confidenza . Vedete come corrisponde ilP. Stefanucci alla bontà di quei Porporati di tattomerito , che mostran per lui e stima e amore .Vedete con qual fondo di perversità e di finzionesi accosta a quel!' anima angelica , a quello spec-chio di probità dell’ Emo Rezzonica, per fargli intorno1 ossequioso, e il spasimante, e poi tener bottega d’in*suiti al Gran Zio, e appalto di derilioni agli Apo-stolici suoi Decreti. Nel riferire questi due fattimi son presa la libertà di citar le persone di tuttocredito , e onoratezza , quali sono il Sig. Marche-se Gabrielli , e il Sig. Abbate Petrocchi, affinchèper far prova delle verità , che ho narrate , possaprendersi ognuno la soddisfazione d’interrogarli. Hotroppo concetto della loro onestà , per non temere,non dirò una mentita , ma neppure un equivocodalla sincera lor bocca .
Chiudiamo questo paragrafo con augurare al Re-gnante Pontefice lunga , e felicissima vita per comunbene della Chiesa Cattolica . Preghiamo nel tempostesso il Signore , che egli nonv abbia occasione, dipromulgare altri Decreti contro la Compagnia di Gesù,per non avere il disgusto amarissimo di vedere sprez-zati i suoi oraceli da quegli spiriti pertinaci , i qua-li essendo cimici, voglion esser chiamati Benemeritidella Compagnia .