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§. XX.
Riflessioni sulla Morale de’ Gesuiti .
134. Volendo farvi parola, Amico carissimo, deidanno recato alla Chiesa da' Gesuiti colla corrottaMorale, non vi crediate, eh’ io sia per trattenervi conun catalogo delle loro perverse dottrine . Perché do-vrò io condannarmi ad una fatica immensa insiemeed inutile ? Dico inutile , mentre Haliier , Pascal,Arrigo di S. Ignazio , Concilia, ed altri hanno giàpubblicata questa orribile Biblioteca . I divoti dellaCompagnia, i quali hanno qualche tintura di libri,o qualche pratica di Mondo , non fanno dissimularedi estere persuasi , che la Morale contenuta nelleOpere de’ Gesuiti sia poco uniforme alia Cristianavirtù . Anzi sembra che i Gesuiti medesimi non so-lamente ne convengano , ma se ne vantino ancorae differiscano da i Toro avversari solamente nel no-me. Questi la chiamano Morale rilassata, e perver-sa ; i Gesuiti benigna e discreta . Il lor P. GeneraleTirso Gonzalez, che pianse sulla corruttella delle dot-trine insegnate da’ suoi Religiosi , per quante di-ligenze facesse scartabellando i’infinita farraggine de'Casisti della Compagnia, non poté trovarne, che tresoli , i quali battessero il dritto sentiero della Mora-le Evangelica. A due di questi però convenne oc-cultarsi sott’ altro nome per sottrarsi pavidamentealle persecuzioni de’ lor Confratelli j e di se stesso at-testa il buon Generale , che per più di 20. anni fu im-pedita da’ Gesuiti sedizione dell’ Opera sua ; né sisarebbe mai fatta , se egli non de veniva per avven-tura Capo dell’ Ordine La dignità nondimeno e l’au-
tori-
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