GIUNTA III.
II?
loro architettura non fosse che figlia delle prime costruzio-ni di legno, Scannellarono ogni parto architettonica soltantoin quel senso, secondo il quale, se fosse stata costrutta dilegno, si sarebbero trovate le vene di questo ; la quale cir-costanza ci fa credere, clic le scannellature non sieno chel’imitazione delle spaccature, a cui soggiacciono i legni neldisseccarsi. Ora queste scannellature non sarebbero mai sta-te praticate nelle teste dei travi, ma bensì lungo i pilaslrel-li, che diedero origine ai triglifi. E qui un altro pensiero cisorge a maggior prova del nostro assunto. Questi pilastrelli,finché si facevano di legno, saranno stati al certo rotondi an-ziché squadrali rettangolarmente, e questi saranno stati scan-nellati in tutta la loro superficie, e per conseguenza dellaloro figura presentavano di fronte alcune scannellature in-tere, ed alcune dimezzate nei punti, in cui la curva s’ in-fletteva ; il quale prospetto projettato sopra un piano, quan-do i triglifi si vollero fare rettangolari, produsse quella for-ma che conservano attualmente, cioè intagliati con due ca-nali interi, e due mezzi. Quindi è naturale che tanto nellafronte, come nei fianchi dell’ edifizio dovessero questi pila-strelli essere nello stesso piano orizzontale.
Si aggiunga che tali aperture erano indispensabili, per-ché nei tempj antichi non si praticavano finestre, nè si er-gevano cupole a far 1’uffizio di luminari. Ma qui taluno po-trebbe rivolgere contro di noi i nostri proprj argomenti, edire, che se quelle aperture erano indispensabili, indispensa-bili dovevano essere in ogni maniera di edifizj, e quindi in-dispensabili dovunque i triglifi e le metopc, che le rappre-sentavano; e che perciò gli edifizj di maniera jonica e co-rintia mancavano della significazione di una parte essenzia-le. Ma noi ricorriamo a Yitruvio, il quale dice, che se i tri-glifi rappresentavano finestre, dovevano rappresentarle an-che i dentelli, e correggendo la fallacia della tradizione, pergli stessi motivi, concludiamo, che i dentelli rappresentava-no pure piccoli pilastri, e gl’ intervalli fra 1’ uno e 1’ altro,che pure si chiamavano metope, esprimevano le aperture.Finalmente ci sovveniamo di essere stati istrutti dalla storia,che in un tempio antico un ladro, per derubare i tesori sa-cri, e’ introdusse per una metopa. Che se si volessero esem-“