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I suoi criteri nel giudicare del merito di un candidato sonoassai relativi , subordinati alle molle e diverse circostanze,in mezzo alle quali si trova. In alcuni casi darebbe votiad uno scolaro che in altri non crederebbe più convenienti.Scopo di questo scrittosi è di liberare per quanto è possibilel’insegnante da quelle tali influenze che lo mettono nell’impos-sibilità di poter fissare la linea che separa il meritevole dal-V immeritevole. Chi leggerà più avanti si persuaderà chequesta non è diffidenza, ma osservazione delle cose nella lororealtà. Ed in queste influenze in mezzo alle quali si trovadi continuo l’insegnante, che vengono velate colla simpaticaparola indulgenza, ho sempre scorto non so se m’inganni,il lento veleno che intristisce la nostra vita scolastica e checi dà gli sconfortanti risultati dei dì nostri , in cui gli studiforti e severi sono scarsi fra noi. — In questo scritto nonho avuto altro scopo che di esporre delle mie convinzioniche mi sono formalo negli anni che ho passato nell’inse-gnamento. Che abbia esagerato nella pittura che ho fattodelle nostre scuole secondarie lo potrà dire solo chi da moltianni si trova nell’ insegnamento mezzano. In quanto ai ri-medii che ho proposto desidero che la critica sia severa: mache però discenda all’analisi di quanto ho creduto bene diproporre come rimedio al male, che sono andato rivelando.Quella critica generica fatta così di blocco, fondata solonel dire che il mio sistema è molto complicato, non la cre-derei ragionevole e seria.
Ho tenuto dietro a quanto di più importante si è pub-blicato in questi ultimi anni intorno a quest'argomento: em’è parso di vedere in generale che si cerca di rendere com-plicato ciò che di sua natura è semplice. Che cosa si deve de-siderare in quest’ argomento dell’ istruzione secondaria?Che vi siano dei buoni maestri e che facciano scuola edegli scolari che abbiano volontà d’apprendere. — Alcunifanno guerra ai programmi d’insegnamento ; ed è guerranon sempre ragionevole o per lo meno molto esagerata.