— 16 -
*
la splendida civiltà del popolo greco, non si sa a chibasti Panimo di saperlo risolvere. Fa d’uopo notare peròche non solo i cultori delle lettere, ma altresì i piùgrandi scienziati (e l’Inghilterra potrebbe offrirci molliesempi) si dimostrarono sempre riconoscenti alla colturagreco romana, che avevano ricevuta. La storia non cipuò dare clic un languido riflesso della civiltà di quelpopolo maravigìioso. La letteratura sola, che è la schiettae sincera espressione della vita di un popolo, ci può farconoscere l’eccellenza de’ suoi pensatori e l’arte divinadi cui furono maestri non mai superati. Ed è questa lasola grande ragione che ci consiglia a studiare anchela lingua e la letteratura latina.
Chi vuol conoscere la civiltà di un popolo deve stu-diarne la letteratura: non vi ha altro mezzo. Alcuni am-mettono lo studio della lingua latina, ma non quellodella greca, perchè quella fu la madre della lingua no-stra. Sotto questo aspetto non si può anche disconoscerela influenza della lingua greca sulla nostra lingua e let-teratura e quella grandissima poi che ha avuto sullalingua e letteratura latina. Il popolo greco fu artisticoin sommo grado. E gl’insuperabili monumenti, che ciha lasciato, dovremo noi dimenticarli per sempre? Tuttoquel bello e quell’arte, il cui potere è immenso sull’a-nimo umano, dovrà essere sconosciuto ai nostri figli?Dovrà essere sconosciuta quell’arte, e quel bello., in cuile nostre due letterature hanno sempre trovato il segretoper le loro più stupende creazioni?
Ma i nostri giovani, quando escono dal Liceo, nonsanno leggere ed intendere un classico latino e tantomeno greco. Se questo è vero, potrebbe derivare dall’im-perfetto ordinamento degli sludii ed anche dai vizii delmaestro ; e quello e questi non si possono ragionevol-mente attribuire alle materie d’insegnamento. Quello
*