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merito reale di ciascun insegnante., senza del che nonnon si farà altro., parlando d’istruzione, che un circolovizioso.
E perchè mai la sorveglianza indispensabile in qua-lunque funzione della vita pubblica non vi dovrà esserein questa parte essenzialissima dell’istruzione? L’insegnanteistruisce il giovane, lo restituisce alla famiglia, gli assegnail grado di coltura che ha ricevuto dal suo insegnamentoe dice: il mio dovere l’ho fatto e voi dovete credermi. Esi crede senz’altro e si giudica dai risultati del suo inse-gnamento, che egli solo ha dichiarato. Non è questa unastranezza? Quindi potrebbe avvenire che un insegnante va-lente e conscienzioso apparisse negli esami inferiore permerito ad un mediocre e cattivo, che sappia fare apparirebuoni i risultati del suo insegnamento. Chi ben ponderaquesto fatto, non può a meno di non vederne la gravitàed i funesti effetti sociali. Ed è appunto su questo fattoche l’autore di queste pagine desidera di chiamare l’at-tenzione degli uomini seri. Pare incredibile! Gl’ insegnantiche si lasciano in una vita di stenti per meschine retri-buzioni pecuniarie, da questo lato godono d’ una fiduciaillimitata al punto d’essere creduti sulle semplici loro di-chiarazioni, le quali (e questo è l’importante) li riguar-dano tanto da vicino da stabilire da esse il merito od ildemerito nella loro carriera. La riforma essenziale nellapubblica istruzione sta tutta qui. I Ministri colla mentesempre annebbiata dalla politica, non hanno mai saputoscendere a terra e persuadersi che il cardine di qualsiasimiglioramento che si voglia introdurre nell’istruzione stanell’accertarsi con metodi sicuri quale sia la vera condi-zione dell’ istruzione ed il merito dell’ insegnante. Lasocietà quando affida un giovane alle cure d’un maestronon pretende altro che questi faccia del suo meglio, perchèil giovane venga realmente istruito. La nomea di dotto,