= 147 ==
francese , e parlasi in non piccola porzione della modernaSvizzera .
Però il dominio di questi stranieri non fruì di lungadurata. Sopraggiunse un altro popolo più forte, più audacee più accorto. Erano i Franchi. Costoro usciti dalle rimoteregioni dei Paesi Bassi , col ferro e col fuoco eransi impa-droniti delle Gallie . Mortificatisi nelle città conquistate, ave-vano dal nome loro appellato Francia il paese. Quando poisul Reno furono in contatto col dominio allemanico, si ac-c ese fra i due popoli una lunga lotta. Ma in una tremendabattaglia essendo alla fine e per sempre stati vìnti gli Alle-rnanni, caddero in signoria del vincitore quelli di essi cheabitavano sul Reno , nella Svevia e nell’Elvezia.
Poco dopo anche i Borgognoni, per le discordie e i de-litti dei loro principi, vennero decadendo. I Goti tolseroloro le Alpi e Ginevra , e i Franchi occuparono il rimanentedella Borgogna.
Conservarono ì Franchi ciò che avevano conquistalo:n on riuscì lo stesso ai Goti. Poiché, cessato il loro dominioin Italia , anche fra le Alpi si estinse la loro signoria. Teo-doberto, re dei Franchi, irruppe colle sue genti e s’impa-dronì della Rezia e del rimanente.
Così finalmente dopo cinque e più secoli di varie vi-cende, tutta la terra Elvetica trovossi unita sotto io scettrodi un unico signore, come già sotto i Romani.
Carlo va fra quegli uomini che sono degni di una grandestoria : va fra quegli eletti, che la Provvidenza manda sullaferra, quando il giorno della loro missione è venuto. Quelliche ci hanno rappresentato Carlo Magno come un impera-f°r francese si sono ingannati a partito. Egli è un uomoe l settentrione, egli è un Barbaro, che, non avendo maiPotuto imparare a scrivere neppure il proprio nome, pone