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Volete ora sapere qual concetto avesse di Carlo Magno la generazione che venne dopo la sua? Ascoltate un altroracconto del monaco di S. Gallo, che vi sembrerà omericapoesia.
« Un de’ baroni di Francia , per nome Oggiero, incorsonello sdegno del terribile Carlo, erasi rifuggito presso De-siderio re de’Longobardi. Quando intesero ambidue che ilgran re de’Franchi s’appressava, salirono in cima a unatorre d’onde potevano vederlo, arrivar da lontano, e da tutteparti scòrsero innanzi tutto tante macchine di guerra quantene sarebbero bastate alle legioni di Dario e di Cesare: —Re Carlo, chiese Desiderio, è egli con questo esercito? —No, rispose Oggiero. — Desiderio, veggendo un’ immensamoltitudine di soldati raccolti da tutte le parti del nostrovasto imperio, chiese di nuovo ad Oggiero: — Certamentere Carlo s’ avanza trionfante in mezzo a questa moltitudi-ne. — Non ancora, replicò l’altro. — Che potremo noidunque fare, riprese Desiderio, se viene con un numeromaggiore di guerrieri? — Tu lo vedrai quale egli è, allor-quando arriverà, rispose Oggiero, ma che sarà di noi io cer-tamente non tei so dire. — In questo comparve la schieradelle guardie che mai non conoscono riposo; e Desiderio,sbigottito a questa vista, sciamò: Oh questa volta è Carlo.— Non ancora, rispose Oggiero. — E in coda alla schieravenivano i vescovi e gli abati e i chierici della cappellareale e i conti. Desiderio credette allora veder la mortevenir con essi, e, piangendo, sdamò: 'Oh! scendiamo enascondiamoci nelle viscere della terra, lontano dalla facciae dal furore di sì terribile nemico. — Ma Oggiero, sebbenetremasse tutto, perchè ben sapea quanta fosse la forza e lapossanza di Carlo, sicuro eh’ei non era ancora fra siffattaturba, lo fermò dicendogli : 0 re, quando vedrai le messiondeggiare ne’ campi, e le spiche incurvarsi come al soffiodella tempesta, quando vedrai il Po e il Ticino quasi im-pauriti inondar le mura della tua città coll’onde loro an-