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I popoli della penisola araba clie va fra le contrade piùragguardevoli dei globo, hanno sortito da natura, e dallacondizione stessa del paese che abitano, un’indole loro par-ticolare. Il gran deserto, che da Aleppo s’allarga sino al-l’Eufrate fra l’Egitto e la Siria , presenta immense lande,opportuna stanza ad orde vagabonde di pastori, e fino daitempi più remoti venne occupato dagli Arabi nomadi oderranti. A considerare il genere di vita di questo popolo,che le città chiama prigioni, ad osservare la superbia suae i vanti cb’essa mena dell’antichità di sua schiatta, dellasua religione, della ricchezza e poesia del suo idioma, dellabellezza e velocità de’suoi cavalli, delle sue scintillanti sci-mitarre, tu diresti che gli Arabi erano di lunga mano pre-parati a correre per quella via di glorie e di conquiste, checon tanto splendore calcarono in tre delle parti del mondo.
Già sino dai giorni d’ignoranza, che così essi chiamanoi primi tempi della loro storia, essi eransi sparsi al di làdella loro penisola, ed avevano fondato dei piccoli regninella Siria , mandate delle loro tribù nell’Egitto e nell’Abis-sinia, occupali come parte di loro eredità lutti gl’immensideserti dell’Africa , separati com’erano dall’alta Asia, permezzo d’un oceano d’arena, che li faceva pur sicuri da stra-niere conquiste, non poterono essere turbati nella loro li-bertà, ed ebber modo di serbare intatto quell’orgoglio chetraevano dall’origine loro, dalla nobilita delle loro famiglie,dall’indomato loro valore, dalla lingua loro ancor pura enativa. Aggiungi a ciò, che, posti nel centro dal commer-cio del Mezzodì e dell’Oriente, potevano appropriarsi le co-gnizioni di tutti i popoli circostanti, e metter fuori la loroattitudine a commerci, ch’era ben anco dalla naturale lorosituazione favorita. Di qui nacque, che sin da’tempi anti-chissimi, si sviluppò in questa regione una forma di coltura