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reciproca guerra per disputarsi l’imperio del mondo? L’oc-cidente, dopo essere stato molte volte minacciato dai Mus sulmani , e per lungo volgere d’anni in preda alle loro in-vasioni, improvvisamente si sveglia, e sembra, seconde laespressione di uno storico greco (1), che si schianti dallefondamenta per precipitarsi sull’Asia. Tutti i popoli abban-donano i proprj interessi e ogni rivalità, e più non veggonosulla terra se non una sola contrada degna dell’ambizionedei conquistatori. Si direbbe che non v’ha più nell’universoaltra città che Gerusalemme , altra terra abitabile fuor quellala quale rinchiudeva il sepolcro di Gesù Cristo . La desola-zione regna ben tosto nell’Oriente : tutte le vie che menanoalla santa città, sono inondate di sangue, e più non vi s in-contrano che le spoglie e gli avanzi dispersi degl imperj.
In questa generale agitazione si. veggono le virtù piùsublimi confondersi con tutti i disordini delle passioni. Isnidali cristiani sfidano la fame, la sete, le malattie cagio-nale da un insolito clima, e le armi dei Barbari; e, neimaggiori pericoli, in mezzo ai loro eccessi ed alle loro di-scordie ognora rinascenti, nulla può infievolirne la perseve-ranza e la rassegnazione. Dopo quattr’anni di fatiche, dimiserie e di vittorie, Gerusalemme viene conquistata daiCrociati. Tale conquista peraltro non è l’opera della saviezza edella prudenza, ma il fruito d’un cieco entusiasmo e di un malinteso eroismo; sì che non ne sorge se non una passeggieràpotenza.
Il vessillo della Croce si tramuta ben presto dalle manidi Goffredo di Buglione in quelle troppo deboli ed inettede suoi successori. Gerusalemme , fatta cristiana , è obbli-gata a chiamare di bel nuovo in suo soccorso 1 Occidente.Alla voce di S. Bernardo i Cristiani corrono all armi, e,guidati da un imperatore d’Alemagna e da un re di Fran-Gla (2), volano alla difesa della Terra Santa ; ma non hanno
Ul Anna Cemneno.