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tanto una volata di rondini passava nell’ ariaazzurra, garrendo. Le mucche pascevano a pocadistanza. L’asino ragliava allegramente. I pavonifacevano la ruota davanti alle fanciulle.
Era bello; e la Caterina e la Lisa guardavanoammirate e contente.
A un tratto l’Anilina cacciò un grido e si ri-trasse spaurita.
Sopra un mucchio di ortiche aveva vedutoquattro bruchi neri macchiettati di verde, con ildorso irto di pungilioni.
— Che bestie schifose ! — esclamava la fan-ciulla.
— Fanno proprio disgusto ! — diceva la Lisa.
— Io non le toccherei certo! —soggiungevala Caterina.
Ma arrivò in quel punto Rosetta, la sorellamaggiore d’Annina, che si burlò della paura edel ribrezzo delle fanciulline.
— Non sono che bruchi ! — disse — e sonobruchi che non si nutrono che di erba. Perciònon sono dannosi.
Persuase le fanciulline a raccogliere i bruchie a portarli a casa.
— Vedrete che vi preparano una sorpresa!— disse.
L’Anilina li portò infatti a casa così comeerano, posati su le foglie di ortica. Li mise inuna scatola; li coperse, punzecchiando il coper-chio con uno spillo per lasciar passare l’aria.
— Non dimenticarti di dar loro da mangiaredelle foglie d’ortica ! — le raccomandò la Rosetta.