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— Bisogna non aver ocelli ! — esclamò Cesarebattendo i piedi.
— h io ti dico che hai torto ; domandanealla maestra. — La maestra, chiamata giudicedella questione, disse:
— Sicuro, se si sta all’apparenza, le stelle sonomolto più piccole del sole e della luna ; ma an-che gli uomini, veduti dalla cima d’un campa-nile, vi sembrerebbero più piccoli di voialtri dueche mi siete accanto. Dovrei quindi conciliudereche Cesare e Guido sono più grandi degli uominiadulti ?
— Ma quegli uomini — osservò Cesare — sarebbero molto lontani da lei, e noi invece....
— Più vicini. E lo stesso avviene delle stelle,le quali sono molto più lontane da noi di quelche non sieno il sole e la luna.... Ecco la ragioneper cui ci sembrano, tanto più piccole. Infattiquanto più si allontana un oggetto da noi, etanto più lo vediamo impiccolire. Li avete maiveduti i palloni volanti? Come sono grossi quandocominciano ad inalzarsi ! E quanto impiccoli-scono, di mano in mano che si allontanano danoi ! Ben presto noi non vediamo che un puntonero, e questo punto nero va anch’esso a sparire !
— 0 come va, — osservò Cesare — che lestelle si vedono sempre? Un pallone s’inalzadunque molto più in su di loro....
— Tu non hai calcolato la grandezza dellestelle bambino mio. Essa supera ogni immagi-nazione ; ti basti sapere che la piti piccola di esseè duecentocinquanta mila volte più grande del