sembrami opera sapiente, se quella prodigiosa varietàriusciamo a stringere in una e semplice cosa, nel-l’amore cioè del prossimo e di Dio .
Credo anch’io che l’errore sia peggior cosa dellaignoranza; ma dove le notizie sieno esposte in modo danon ingenerare l’errore, bene sarà cacciar via l’igno-ranza, la quale è alla sua volta fonte di pregiudizi e dierrori.
Mi premeva ribattere quest’accusa data ai libri dovesi parla di molte cose; giacché veramente a prima vi-sta ha P apparenza di essere giusta, ma nella sostanzanon è.
Del resto io prego i maestri che adopreranno que-sto mio libretto a voler fante la lettura in modo chei fanciulli possano esercitare spontaneamente le lorofacoltà. Eccitare, stimolare l’attività dei fanciulli, co-stringerli a rispondere e a pensare prima di rispondere,avvezzarli a riflettere per indagare, osservare, trovarela risposta, è svolgere in essi ogni facoltà dello spirito.Se la lettura giornaliera del dato esercizio che tocca,fosse preceduta da una serie d’interrogazioni che gui-dassero il fanciullo alla cognizione delle verità nel-,l’esercizio esposte, così che la lettura dell’eserciziostesso non fosse poi altro che un’ esposizione più larga-mente condotta delle cose potute dire rispondendo alleaccorte domande del maestro, sarebbe, secondo me, ilsommo bene degli alunni. Per far questo è necessarioche il maestro legga prima della lezione il passo chedovrà esser letto in iscuola; ha bisogno di preparare