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Senza indugiar cercaronoL’albergo poverettoQuei fortunati, e videro,
Siccome a lor fu detto, *
Videro in panni avvolto,
In un presèpe accolto.
Vagire il Ite del ciel.
i , Dormi, o Pancini: non piangere;
Dormi, o Fanciul celeste.
Sovra il tuo capo stridereNon osin le tempeste,
Use su l’empia terra,
Come cavalli in guerra,
Correr dinanzi a Tè.
Dormi, o Celeste : i popoliChi nato sia non sanno;
Ma il dì verrà, che nobileRetaggio tuo saranno;
Che in quell’umil riposo.
Che ne la polve ascoso,
Conosceranno il Re.
Gesù Cristo apparisce nel mezzo degli uomini, pieno digrazia e di verità: l’autorità e la dolcezza della sua parolaincatenano. Egli viene quaggiù per essere il più infelice ditutti i mortali, e i suoi prodigi sono tulli pe’miserabili. 1suoi miracoli (dice Bossuet ) tengono piti della bontà che dellapotenza. Per inculcare i suoi precetti scelse l’apologo o laparabola, che di leggieri si stampa nello spirito del popolo.Le sue lezioni egli le dà passeggiando per le campagne.Vedendo i fiori d’ un campo, egli esorta i suoi discepoli asperare nella Provvidenza, che sostiene le deboli piante,nudrisce i piccoli augelli; se scorge i fruiti della terra, in-segna a giudicare gli uomini secondo le opere loro; gliviene recato un bambino, ed egli raccomanda l’innocenza ;