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al maestro il qual avea detto: Andate e insegnate a tutte lenazioni , spargonsi per Gerusalemme , annunziando compitala legge, cessate le figure, cominciala la nuova alleanza;e spiegano quella dottrina che dovea essere salvezza delmondo.
Gesù non lasciò alcuno scritto; ma ordinò a’ suoidiscepoli di render testimonio di ciò che aveano udito eveduto: ond’essi raccolsero i detti e i fatti suoi, e divina-mente ispirati scrissero quelle relazioni poste dalla Chiesanel canone, come gli evangelii di Matteo, di Marco, di Lucae di Giovanni, dove appare la sublimità del Dio nella sem-plicità dell’uomo, la divinità del sentimento nella schiet-tezza delle espressioni. Semplicissimi erano i fondamenti cheegli piantò, ma tali che 1’umano intelletto, una volta com-presi, più non li può deporre: Dio è uno, tutti gli uominisono eguali; amatevi dunque l’un l’altro come vi amò il vo-stro padre celeste, che sarà con voi sino alla consumazionedei secoli.
Veneriamo in silenzio devoto i misteri della grazia edella redenzione, c la inesplorabile profondità della naturadivina ch’egli rivelò all’uomo, nella cui mente si erano of-fuscali : la storia, sebbene non possa separare l’umanità diCristo dalla sua divinità, i precetti dai dogmi, l’efficacia delvero dal trionfo della grazia, può limitarsi a considerare'l'effetto che quella dottrina, lenta ma indefettibilmenteprocedendo, doveva recare sull’ordine dell’ umanità.
L’umanità! questa medesima parola suona nuova, ignotafin là ai filosofi ed ai legislatori. Questi non estesero maila veduta al di là della propria nazione : ed ora ecco, pressoun lago di Galilea, stabilirsi una società che ravvicina irami divisi della grande famiglia umana, raccoglie i pen-sieri di tutte le generazioni e de’ secoli tutti in un legamedi fede, di speranza, d’amore, il cui nodo è in cielo.