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dizio delle genli, intitolandosi da sè medesimi; martellidell’universo e flagelli di Dio .
Poi, quando il vento ebbe dispersa la polvere che lamarcia di tanti eserciti aveva sollevata: quando il fumo di1ante città arse si confuse ne’cieli; quando i vapori, ches'innalzavano da tanti campi di battaglia, riversaronsi sullaterra in rugiada fecondatrice; quando l’occhio insomrna potèdiscernere qualche cosa in mezzo a questa immensa con-fusione, vide de’ popoli giovani e innovellali che s’accalca-vano intorno ad alcuni vegliardi tenenti il Vangelo nell’imamano, e la croce nell’altra. — Questi vegliardi erano ìpadri della Chiesa: questi popoli erano i nostri avi.
L’ Elvezia in preda ai Barbari.
Era il tempo in cui si doveano compiere sulla terra stu-pendi prodigi. Il regno de’signori del mondo aveva divoratole virtù che sono fondamento d’eterna durata. L’informepaganesimo giaceva senza forza, e gli uomini dagli altaridegl’idoli accorrevano a quello del Dio ignoto. La lucedella cristiana fede sfolgorava dall'oriente limpida come unsole nascente, e co’ suoi raggi infiammava i cuori nelle treparli del mondo.
Egli era come se una voce gridasse dal cielo: lo voglioriversar l’uno sull’altro i popoli della terra, come polvesotto il turbine, acciocché le scintille della sanla fede sianodisseminate per lutto il mondo, e tutte le parli della terrane vengano accese. I falsi. Dei diverranno polve e cenere.Tramonterà l’antico, e sarà novella ogni cosa.
Ed ecco apparir tosto popoli e popoli da ignote regionidel globo, e col ferro cacciarsi innanzi il tutto. Vennerodall’oriente, e vennero dall’indomito settentrione. Vennerogli Allemanni , selvaggi combattenti di schiatta germanica.In due secoli e mezzo di guerra si erano posloro sospinti