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il suggello a’ suoi trattati col pome, e li fa rispettar collapunta della sua spada. La sua terra prediletta era la Ger-mania , paese nativo della sua schiatta; le città capitalidell’imperio suo erano Aquisgrana e Thionville ; la linguache di preferenza parlava, la teutonica, teutonici gli abitiche vestiva. Quando egli vide che la lingua romana van-taggiava sulle germaniche, e che nuove fogge d’abiti veni-vano sostituite a quelle dei suoi antenati, prescrisse chesi raccogliessero tutti gli antichi canti nazionali, perchè siconservassero almeno pe’ futuri, e sempre rifiutò d’ador-narsi di vestimenti che non fossero quelli de’ padri suoi.
Carlo Magno è il tipo della conquista giunta al puntopiù eminente della sua possanza. Tutti i successori suoinon fecero che discendere, ed a ciò impiegarono minortempo perchè più difficile è salire che discendere. La mis-sione di Carlo fu d’innalzare in mezzo all’Europa del nonosecolo un colosso d’impero, contro cui dovevano romperequell’altre barbare nazioni, che colle loro scorrerie metten-do in Scompiglio la nascente civiltà, impedivano alla pa-rola di'Cristo di dare i suoi frutti; il perchè, nel corso dellungo suo regno, il grande imperatore non ha che un fine,non ha che un’impresa; egli è il Barbaro che respinge labarbarie. I Goti vengono da lui ricacciati al di là de’Pire-nei, confinali nella Pannonia gli Avari e gli Unni, spentiin Italia iTongobardi col loro regno. Vincitore ostinato delsassone Yitichindo, e più ostinato quando è vinto; stancod’una guerra che dura da trentatrè anni, e volendo d’unsol colpo, a così dire, spegnere la resistenza, il tradimentoe l’idolatria, si conduce di città in città, e piantando inmezzo ad ogni terra la lancia sua, ne caccia le popolazionisulle pubbliche piazze, e fa cadere ogni testa d’ uomo chesoverchi in altezza il pomo della sua spada.
Un solo popolo gli sfugge, e sono i Normanni, i quali,più tardi, con altre genti accomunandosi, debbono formarela nazione francese . Carlo tosto comparve ovunque essi mel-