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intellettuale, che non avrebbe potuto altrove allignare-; diqui nacque che la lingua araba , ingegnosa a un tratto eschietta, piegossi a discorsi figurati ed alle sentenze morali,prima che si pensasse a scriverla. Al quale sviluppo intel-lettuale degli Arabi c’ è avviso che abbia pur contribuitol’avere fra loro dimorato gli Ebrei, che sul Sinai, montedell’Arabia , ricevettero le tavole della legge. In processo ditempo questa terra fu fecondata da nuove idee di civiltà,, quando vi si diffuse il Cristianesimo; ed è cosa degna d’os-servazione, eh’ ivi più che altrove si agitarono le nuovesette, onde fu appannato il terso specchio della cristianaverità. Insornma, pel concorso di tante straordinarie circo-stanze, questa contrada recava in sè un germe di grandicose, a cui non bisognava altro che l’opera d’un uomo chesapesse condurlo a maturanza.
Ed ecco sul principio del settimo secolo quest’ uomo: appare ed otfre un prodigioso miscuglio di tutto ciò che
potevano produrre la sua nazione, la sua tribù, il suo paese,il suo tempo; ed è mercante e profeta, poeta ed oratore,legislatore ed eroe, sempre sotto ogni forma fedele al tipoarabo . Dal grembo della tribù più nobile, depositaria deldialetto più puro, custode antico del santuario nazionale,del Ivaaba (1), uscì Maometto , che nacque povero, ma chetosto rivolse in sè tutti gli sguardi colla sua bellezza e fa-condia. Egli fu educato nella casa d’uno degli uomini piùricchi e riveriti in quella contrada, che lo avviò al com-mercio, sicché di buon’ora apprese a conoscere altre genti,altri costumi, altre religioni. Ridottosi poscia a vivere insolitudine, non ne uscì che sui quarant’anni, pieno d’en-tusiasmo e di speranza, profondamente addottrinato in tuttequell’arli con che si ponno scuotere e infervorare le molti-
(1) Il Kaaba 6 ia parte p<ù ragguardevole del tempio alla Mecca ; si con-serva in esso la famosa Pietra nera , che dicesi caduta dal cielo, e di cui sinarrano dagli Arabi infinite maraviglie.