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TEMPI PRIMITIVI.
Fig. 27. —■ Castello d’Uri.
La dominazione romana nelle nostre terre ècomprovata dalle strade militari, eli cui si ve-dono ancora le tracce sul Lucomagno e sulpasso di Na.ra (tra le valli di Elenio e di Levan-tina) e sul S. Bernardino, passo 1 frequentatis-simo nei primi due secoli dell’epoca romana ;nonché dalle monete e dalle iscrizioni, dai mo-
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PRONTO
numenti e dalle tombe che si scopri-rono in varie parti del Cantone e delleValli Gnigionesi dii lingua italiana.
L’ Elvezia costituì per lungo tempola frontiera dell’ impero 'romano dicontro ai Germani ; ed è appunto perquesta ragione che essa era occupatada urna numerosa armata romana, laquale guardava la frontiera lungo ilReno ed aveva la sua piazza d’ armiprincipale a Vindonìssa (oggi Win-ditsch, nell’Argovia). Attraverso all’ El-vezia, i Romani costruirono eccellentivie militari ; e V.indonissa era la loca-lità centrale dove queste strade si riu-nivano.
Un po’ alla volta, gli Elvezi si abi-tuarono alla dominazione romana, edil paese divenne prospero e si coprìdi villaggi i; ma poco più d un secolo dopola battaglia di Bibracte , esso ebbe a soppor-tare nuove sciagure.
Alla morte di uno degli imperatori romani,si accese urna lotta acerba fra alcuni generaliche cercavano di impadronirsi del trono. Es-sendosi gli Elvezi dichiarati favorevoli ad unodi essi, le milizie che sostenevano l’avversariodi lui si vendicarono devastando il paese.Cecina, ohe comandava quelle milizie, scon-fisse gli Elvezi al Roetzberg '(monte del Giu-ra, nell’Argovia); saccheggiò Aventicum (Aven-ches). capitale dell’Elvezia; e fece perire Giu-lio Alpino, che era il primo magistrato di que-sta città.
Fig. 28. — Ara romana di Carasso.
L’iscrizione di questo prezioso monumento deU’epoea romana•vien letta così: Jovi Opt. Max. et Mercurio. Votum tiolvit LibensMerito. F conto Quinti Filius. - Il distinto areheol. Abate Serafino ;Balestra la decifrò corno segue : * Certo Frontino, figlio di Quirino. jdedicò quest’Ara a Giove Ottimo Massimo ed a Mercurio - Sulle ;tacce laterali vedonsi scolpite, in basso rilievo, una pàtera ed jom’anfora, simboleggianti le offerte liquide agli Dei. I