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tempi primitivi.
Per lungo tempo,Avenches fu ricca eprospera ; ma oggi,di questa magnificacittà romana nonrestano che pocherovine: in mezzo airuderi degli antichiedifizi. appena unaalta e soilitariia co-lonna drizza ancorala testa: le si dà ilnome di ci cognato,perchè un tempo lecicogne costruivanoi toro nidi sulla suacima.
Fig. 33.
Vaso d’alabastro.
Quando P impero ro-mano fu invaso dai ne-mici. che già da lungotempo minacciavano lesue frontiere, gli Elvezinon erano più. ormai, ìrudi guerrieri dei tempidi Diiviicone, perchè F a-rnore del lusso e dei pia-ceri li aveva infiacchiti;sicché, quando soprag-giunsero le popolazioniselvagge del settentrione,essi non. furono in gradodi opporre resistenza.Gli invasori bruciaronole città e devastarono ilpaese ; e così andò di-strutta quasi per interol’opera ili incivilimento,compiuta dai romani.
Fig. 34. — Il Cicognaio.
6. Introduzione del Cristianesimo. —. e-
vangelo di Cristo, che era stato predicato nel-l’impero romano dagli apostoli, fu portato pu-re nelFElvezia. I primi cristiani del nostropaese furono solitati, mercanti, viaggiatori ve-nuti dall’ Italia e dalla Gallia . Vennero crudel-mente perseguitati, poiché gli imperatori osteg-giavano una religione che insegnava l’egua-glianza degli uomini dinanzi a Dio , e molti di-scepoli di Cristo furono imprigionati o datialle belve negli anfiteatri. Una legione romana,detta la legione tebann, si vuole massacrata a
San Maurizio, nel Vallese, 'perchè non volevarinunciare alla nuova fede. Ma, ciononostante,circa 300 anni dopo Gesù Cristo , la nuova reli-gione, partita dall’umile borgata di Nazareth ,nella Galilea, s’era diffusa nelFElvezia. Nume-rose chiese cristiane vi erano state già fondate,e moltissime città avevano ài toro vescovo : Gi nevra , Avenches , Martigny . Coirà , Windisch ,Basilea .
4^ LETTURA.
L’Impero romano. — Mentre il nostro paesesi trovava ancora nell’età del ferro e moltotempo prima che gli Elvezi fossero venuti a sta-bilirvisi, una città era stata fondata in Italia :Roma . Questa città era abitata da un popolo diguerrieri, che divenne a poco a poco assai terri-bile. Esso sottomise i popoli vicini l’uno dopol’altro, ed arrivò in tal guisa ad essere il padro-ne dell’Italia centrale , e in seguito anche dell’I talia meridionale .
Una volta divenuti potenti, i Romani non eb-bero timore di valicare il mare ; ed attaccaronoCartagine, che era una grande città dell’Africa settentrionale . Dopo lunghe guerre, presero d’as-salto questa città, la distrussero e s’impadroni-rono dei territori che essa possedeva.
Poi toccò la stessa sorte alla Grecia , ad altripaesi d’Oriente, quindi alla Spagna , alla Gallia ;sicché, ai tempi di Cristo, i Romani dominavanotutti i paesi che circondano il Mare Mediterra-neo : Roma era signora del mondo.
I Romani dovettero i toro successi alla eccel-lente organizzazione militare che possedevano. Itoro eserciti erano divisi in grandi corpi, dettilegioni. ; ogni legione comprendeva, quand’ eracompleta, 6000 soldati a piedi e inoltre della ca-valleria e delle milizie ausiliario. I soldati ro-mani portavano, a difesa, un elmo di ferro, unacorazza, uno scudo ; ed erano armati d’una spa-da corta e larga, e d’una specie di picca che essipotevano scagliare come un giavellotto. Eranomeritamente stimati per il loro coraggio, per latoro disciplina ed anche per la loro resistenzanel sopportare le lunghe marce e le privazioni.Non stavano mai inoperosi : in tempo di pace,venivano occupati nel costruire trincee, stradee ponti.