Buch 
Storia della Svizzera : per le scuole secondarie / Patrizio Tosetti : testo adottato dal Lod. Dipartimento della pubblica educazione del cantone Ticino
Entstehung
Seite
22
JPEG-Download
 

22

TEMPI PRIMITIVI.

7 a LETTURA.

Carlomagno . Allorché Carlomagno salì altrono, il territorio della Svizzera e dei paesivicini era ripartito fra un gran numero di guer-rieri, di proprietari e di nobili, che non obbedì- ;vano sempre al loro re : ciascun proprietario si jconsiderava, nelle proprie terre, come il solo pa- !drone, il solo signore. Carlomagno costrinse tutti 1questi signorotti a riconoscere la sua autorità diregnante ed impedì che si facessero guerra tra !di loro. Fu soprattutto un gran capo militare, emantenne il buon ordine nel suo regno col mezzodei propri eserciti. Aveva concessa ai conti lau-torità di comandare in suo nome ; ma, per sor-vegliarli, incaricava uomini di sua particolarefiducia di fare grandi viaggi dispezione attra-verso ai suoi Stati.

Si narra che Carlomagno non abbia fatto menodi 53 spedizioni guerresche : fu così che egliarrivò a regnare sopra una gran parte dell Eu- jropa. Ogni suo sforzo fu diretto a diffondereil cristianesimo, prendendo le difese della Chie- jsa : il papa ed i vescovi, in compenso, dettero a ;lui tutto il loro appoggio. Nellanno 800, il papaLeone III lo incoronò in Roma come imperatoredOccidente e successore degli imperatori romani.

Ma a Carlomagno non piaceva di vestire le in-segne imperiali : preferiva invece portare il co-stume dei Franchi ; cioè i pantaloni di tela man-tenuti aderenti alle gambe da sottili strisce dipanno, la tunica di lana e lampio mantello.

Allo scopo poi di favorire il commercio, Car­ lomagno ordinò ai vari conti di far costruirecomode strade e di difendere i mercanti dai la-droni, che erano allora assai numerosi. Si feceanche protettore dellagricoltura ; e sotto il re-gno di lui, i contadini delle nostre contrade sidedicarono alla coltivazione di molte terre, cheerano rimaste incolte fino dall invasione degli A-lemanni.

Carlomagno si dette cura anche di diffonderelistruzione. A tal fine, egli voleva che esistesseuna scuola accanto ad ogni cattedrale e ad ogniconvento; e visitava personalmente le scuole e siintratteneva con gli alunni per incoraggiarli allostudio. Si racconta anzi che un giorno, entratonella scuola annessa al suo palazzo, volle che glifossero presentati i compiti degli allievi ; e quan-do li ebbe letti e si fu accorto che i lavori deglialunni poveri erano molto ben fatti, mentreerano fatti assai male quelli dei figli dei no-

bili, ordinò chevenissero col-locati alla suadestra gli a-lunni diligenti,e poi disse lo-ro : « Grazie,

amici miei. Voiavete seguito imiei consigli ene sarete ri-compensa-t i : voi diven-terete vescovie sarete rico-perti donori».Poscia, voltosiverso gli alun-ni negligenti eguardatili conun cipiglio as-sai irritato,disse loro intono di minac-cia : « Quantoa voi, giovaniorgogliosi, cheavete trascu-rato lo studioper i diverti-menti, sappia-te chio non faccio nessun conto della vostranobiltà e delle vostre belle vesti. Se non scole-rete da voi linfingardaggine con un lavoro per-severante, non otterrete mai nulla da re Carlo ».

Un rimprovero si può fare a Carlomagno :quello d aver fatto tante e così lunghe guerre ;perchè esse erano un peso opprimente per ilpopolo, che era costretto a servire negli eserciti.E queste guerre erano sempre sanguinose ed ivinti erano trattati con molta crudeltà : in unaguerra contro i Sassoni, per es., 4500 prigio-nieri vennero massacrati.

Gli è che, malgrado il cristianesimo, i costumierano ancora molto rozzi : la vita dun uomo eraconsiderata poco o nulla, e cera poca educazionemorale nella nobiltà e nel popolo. Carlomagno stesso non sempre era quegli che dava il buonesempio.

Il grande imperatore morì nell 814, ad Aqui-sgrana : città eli egli aveva elevato a capitaledel suo impero e dove si conservano ancora iltrono di marmo e la tomba di lui.

Fig. 38.Carlomagno .

(Quadro di A. Dtlrer.)

Baf: